Il fascismo, la Grande Guerra e i monumenti ai caduti
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Malone, Hannah, Hannah Malone, “Il fascismo, la Grande Guerra e i monumenti ai caduti” in Visualizzare la guerra: l’iconografia del conflitto e l’Italia (Mimesis, 2017)
Abstract
L’ossario di Redipuglia in Friuli raccoglie le salme di oltre centomila soldati italiani che
caddero combattendo al fronte (Dogliani 1996; Fabi 2002; Fiore 2003; Nicoloso 2012, 94–7).
È il più grande luogo di sepoltura della Grande Guerra in Italia e uno dei maggiori in Europa
(Tobia 2002, 605). Fu creato dalle autorità fasciste tra il 1935 e il 1938, nel contesto di una
vasta campagna di propaganda intesa a sfruttare la commemorazione a fini politici. Oggi,
l’ossario di Redipuglia è un importante monumento nazionale, e sede di riti e cerimonie che
celebrano l’identità dell’Italia repubblicana. In effetti, esso è stato reinventato come
monumento alla pace e simbolo del pacifismo, sebbene sia nato dalla guerra o, più
precisamente, a cavallo tra le due guerre mondiali. L’ossario fu fondato come monumento per
commemorare la prima guerra mondiale e fu finito alla vigilia della seconda. Come tale, venne
legato inscindibilmente alle esperienze degli italiani in guerra. Il fatto che ancora oggi svolga
il ruolo di monumento nazionale dimostra fino a che punto l’identità italiana sia fondata su miti
e ricordi associati alla guerra.
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